mercoledì 2 aprile 2008

"Le vite degli altri": riassunto


George Dreyman è uno scrittore teatrale che lavora alla DDR e convive con l’attrice Christa Maria, di cui è innamorato.
I due sono sorvegliati dall’agente della Stasi Gerd Wiesler, in codice HGW XX/7, il quale li controlla con alcuni microfoni nascosti. Lo scrittore è sorvegliato poiché ritenuto nemico del regime socialista.
Gerd, col passare del tempo, è soggetto ad un cambiamento suscitato dai due
artisti: comincia, infatti, a rendersi conto di quanto sia crudele ed ingiusto il regime socialista.
Spinto da queste idee appoggia gli intenti dello scrittore, dichiarando il falso nei suoi rapporti. George, nel frattempo, riesce a far pubblicare un articolo nella Berlino Ovest sulla crescita dei suicidi all’interno dei paesi socialisti. A causa di un’infruttuosa perquisizione, Gerd, è obbligato ad interrogare Christa Maria, che gli rivela il nascondiglio della macchina da scrivere utilizzata per l’articolo sui suicidi.
L’agente della Stasi provvede subito e, recatosi in casa dello scrittore, ruba le prove prima della nuova perquisizione, salvando così George.
Nel frattempo, pentita di aver tradito suo marito, Christa Maria, si fa investire da un camion, mentre Gerd viene degradato a causa dell’aiuto dato allo scrittore.
Anni dopo la chiusura del caso, dopo il crollo del muro, Dreyman scopre dai vecchi rapporti di Gerd Wiesler e ciò che l’agente della Stasi aveva fatto per salvarlo. Decide così di dedicargli un libro, "Sonata per uomini buoni”: la sua ultima opera.

martedì 18 dicembre 2007

Habemus crocifissum - racconto stile Big Fish

Il giorno precedente capodanno, andando in bicicletta con alcuni miei amici, raggiunsi il cavalcavia che incrocia la tangenziale sud-ovest di Milano. Arrivati in cima, decidemmo di fare a gara per chi sarebbe arrivato primo alla fine della discesa. Ci posizionammo all’inizio del percorso e alla partenza, dato che ero più furbo degli altri, mi alzai dal sellino e cominciai a pedalare in piedi. Data la velocità con cui pedalavo un piede scivolò e andò tra i raggi della ruota anteriore; la rapidità con cui accadde tutto non mi fece comprendere come accadde. Mi ritrovai nel bel mezzo dell’autostrada, sulla seconda corsia, e un tir stava per investirmi; con dei repentini riflessi estrassi dalla tasca il mio crocifisso portatile e lo puntai verso il tir. L’intera tangenziale si aprì al traffico.
Come Dio aprì le acque del Mar Rosso a Mosè, aprì la tangenziale sud-ovest di Milano. Dio vede e provvede nei momenti più pericolosi.

L'incubo

Mi svegliai improvvisamente, destato dai miei compagni di stanza. Erano spaventati, ed io non capivo cosa stesse succedendo. Mi dissero, allora, di guardare fuori dalla finestra; rimasi immobile, attanagliato dalla paura: un’enorme pecora meccanica, con due occhi rossi, mi stava fissando. Decisi di affrontarla e mi recai fuori. Era grossa due volte me ed aveva un colore nero che si confondeva nel buio della notte. Continuava a fissarmi, ringhiando, aspettando il momento giusto per attaccare. Dopo aver studiato l’avversario trovai il modo di sconfiggerlo; mi sarebbe bastata una chiave inglese ed una grande dose di coraggio. Con un movimento fulmineo andai sotto il ventre della bestia e cominciai a svitare i bulloni che la tenevano in piedi; dopo qualche secondo l’animale cadde a terra ed io tornai in casa. Stavo per tornare nel mio letto, quando mi accorsi che un peso mi opprimeva; decisi quindi di liberarmene. Tirato lo sciacquone tornai a letto.

PAROLE:
attanagliato, pecora meccanica, sciacquone.